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Scuola: spesa o investimento? Verso l’avvio del nuovo anno scolastico

A cura di Francesca Palmas, Responsabile Centro Studi e Scuola ABC Associazione Bambini Cerebrolesi

In tutta Italia a partire da giugno sono stati istituiti i Tavoli regionali per l’avvio dell’anno scolastico. Con apposito Decreto il Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale Sardo Francesco Feliziani ha aperto il Tavolo Regionale per l’avvio del nuovo anno scolastico, con la partecipazione della Viceministra Anna Ascani, dando vita ad un intenso e partecipato confronto con tutte le Istituzioni e parti sociali, dalla Regione Sardegna all’ANCI, dai rappresentanti dei genitori a quelli degli studenti, Sindacati, Dirigenti e Università. Anche l’ABC, membro della Consulta dell’Osservatorio permanente sull’Inclusione scolastica presso il Ministero, impegnata nella definizione dei nuovi modelli di PEI, è stata designata tra gli attori in campo. Una occasione cruciale per l’apporto che ciascuno potrà dare, ciascuno per il proprio ruolo e per la propria competenza. Abbiamo subito richiesto la stabilizzazione del Tavolo, attraverso anche la stipula di accordi di programma, regionali e provinciali, affinché il confronto con tutti i Soggetti coinvolti sia costante, continuativo e corresponsabile, non solo durante “l’emergenza-urgenza” ma come appuntamento stabile di vigilanza e soluzione dei problemi per la Scuola sarda.

Dati

Anno scolastico 2019/2020 (fonte ISTAT MIUR)
Italia 7.599.259 iscritti di cui con disabilità 260.000
insegnanti di sostegno 150.609
Sardegna 212.492 iscritti di cui con disabilità 7.704
insegnanti sostegno assegnati 6.100

L’Ufficio scolastico regionale, con la grande collaborazione di tutti i Dirigenti scolastici, ha provveduto ad effettuare una mappatura puntuale sugli spazi di tutte le Scuole della Sardegna – 10.805 classi in totale – e il 94% di questi rispetta le misure adeguate sul distanziamento.

I fondi arrivano su tutti i fronti: quelli agli Enti locali per l’edilizia leggera (adeguamento) quella per il personale in deroga (dal personale docente curricolare e di sostegno, ai collaboratori scolastici), finanche fondi per il trasporto scolastico – che andrà potenziato per permettere più corse e garantire; il distanziamento evitando l’affollamento. Sono state già previste le misure per i protocolli di sicurezza, la dotazione a tutte le scuole degli strumenti tecnologici per una (eventuale) didattica a distanza che garantisca per tutti gli standard minimi, con anche la strumentazione necessaria per il comodato d’uso gratuito, affinchè nessuna famiglia “resti indietro” privata di quelli che ormai sono diventati “beni essenziali”, ovvero la tecnologia per la connessione con il resto della comunità (scolastica ed extrascolastica). Si stimano in 3 milioni gli studenti tra i 6 e i 17 anni che durante il lockdown potrebbero non aver avuto accesso alla DaD proprio per la mancanza di strumenti tecnologici da una parte e di impossibilità di una corretta guida agli stessi dall’altra.

Insomma, bene ci viene da dire. I livelli strutturali e organizzativi saranno garantiti. Apprendiamo in queste ore dalla Ministra Azzolina, la dotazione dei 50 mila posti in più tra personale docente e personale ATA ( collaboratori scolastici e tecnici); questo permetterà di avere classi meno numerose a vantaggio non solo del corretto distanziamento ma anche a favore della stessa didattica, per tutti non solo per gli alunni con disabilità o BES (noi lo chiediamo puntualmente ogni anno! ) che lavorerebbero meglio in classe. Bene, si, ma a nulla servirebbero i livelli essenziali garantiti se poi non si lavorasse in sinergia e in rete con tutti, docenti curricolari compresi, insieme agli insegnanti di sostegno, educatori, collaboratori etc, in alleanza con le famiglie; e magari con una didattica rinnovata che davvero “si fa speciale”, adattandosi appunto ai bisogni educativi di ciascuno che necessitano di personalizzazione, valorizzando ogni soggetto con le proprie differenze individuali, andando oltre il deficit certificabile, occupandosi significativamente delle esigenze formative della singola persona.

Ma, in fondo, questa non sarebbe un’esigenza per tutti gli alunni e le alunne? Non è forse il compito principale di ogni intervento educativo per tutti?

Priorità

La priorità è quella di fare Scuola in presenza, non solo per gli alunni con disabilità. Anche l’apprendimento, la crescita, la formazione passa per la relazione diretta; una specifica educativa, questa, che si rischia di perdere, sempre più abituati come siamo alle relazioni virtuali dei Social che impattano notevolmente sullo sviluppo psicosociale, ma anche sugli stili di apprendimento, comportamento, di formazione (informazione e auto-formazione); non solo degli adolescenti, dei giovani ma anche degli adulti, in uno scenario che offre sempre meno punti di riferimento stabili. Insomma rischiamo di formare generazioni sempre più social che sociali. Il rischio reale invece è quello di una progressiva incapacità di apprendere e strutturare competenze pro-sociali che poi devono essere messe in gioco sempre, in tutti gli ambiti della nostra vita, non solo a Scuola.

Eppure è appena del 7,9% la percentuale della spesa pubblica investita nell’istruzione in Italia: ultimo Stato membro Ue in graduatoria. È ora di cambiare, è tempo di investire nel presente per costruire futuro. Il futuro non solo dei ragazzi e ragazze in età scolare ma di un intera comunità, la nostra.
Non si può non ripartire dalla Scuola. La credibilità di un Paese che vuole rinnovarsi dipenderà da questo sforzo, che ancora una volta, vogliamo definire INVESTIMENTO; pena l’occasione mancata di cogliere il cambiamento urgente che questa pandemia ci costringere a mettere in atto: non si può tornare al passato come se nulla fosse accaduto. Diceva Albert Einstein “non possiamo pretendere che le cose cambino se continuiamo a farle nello stesso modo”.

Dobbiamo avere il coraggio di trasformare, dare nuova Forma – struttura, sistema, funzione, aspetto – a quella che è senz’altro l’Agenzia formativa per eccellenza, e questo coraggio lo possiamo imparare proprio dagli studenti e studentesse con disabilità che di quel coraggio sono impregnati, tutti i giorni, nella costante sfida che la Vita in una Società prima e una Scuola poi, gli presenta. Questa occasione di innovarci e di investire in una Scuola ripensata a misura di ciascuno e di tutti, personalizzandola nel metodo e nell’aspetto affinchè possa accogliere ed essere pronta a formare cittadini attivi, capaci di vivere con gli altri, di essere corresponsabili e davvero artefici del proprio destino potendo scegliere CHI voler essere, DOVE e CON CHI vivere, quale contributo peculiarità poter dare alla comunità, in un percorso partecipato verso l’inclusione piena, partendo proprio dalla scuola.

Si può fare!