ABC Italia rilancia l’allarme emerso al Parlamento europeo: a rischio il principale strumento europeo per finanziare inclusione sociale, disabilità, infanzia e servizi territoriali.

MILANO 30 LUGLIO 2026 – L’allarme arriva da Bruxelles e riguarda il futuro delle politiche sociali europee. La proposta della Commissione europea sul nuovo Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034 prevede una profonda revisione dell’architettura dei fondi strutturali, con la soppressione del Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+) come strumento autonomo e il suo accorpamento in un unico Piano nazionale e regionale gestito direttamente dagli Stati membri.

Secondo le simulazioni elaborate dagli uffici del Parlamento europeo, questa riforma potrebbe determinare una drastica riduzione delle risorse effettivamente destinate alle politiche sociali. L’Italia sarebbe il Paese più penalizzato: i trasferimenti destinati al sociale passerebbero dagli attuali 14,98 miliardi di euro a circa 3,22 miliardi, con una riduzione prossima all’80%. Analoghi tagli colpirebbero Spagna, Portogallo, Germania, Polonia e Romania.

Il tema è stato al centro della tavola rotonda istituzionale organizzata l’11 giugno scorso al Parlamento europeo dallo European Social Network (ESN), alla quale hanno partecipato rappresentanti della Commissione europea, del Parlamento europeo, amministratori regionali e locali e direttori dei servizi sociali dei Paesi membri.

Nel corso dell’incontro, Ruth Paserman, Direttrice della Direzione Generale Occupazione, Affari sociali e Inclusione della Commissione europea (DG EMPL) responsabile dei fondi sociali, ha riconosciuto pubblicamente che il nuovo assetto comporterà, “in termini reali, meno fondi di quanti ce ne siano ora”, confermando che la maggiore flessibilità prevista dalla riforma si accompagnerà a una riduzione delle risorse disponibili per il sociale.

Nel presentare le simulazioni elaborate dagli uffici del Parlamento europeo, Alfonso Lara Montero, CEO dello European Social Network, ha dichiarato:

“Queste cifre non sono astrazioni contabili. Rappresentano miliardi che oggi sostengono servizi essenziali per le persone con disabilità, il sostegno all’infanzia e alla famiglia, i programmi di inclusione sociale, l’assistenza a lungo termine e lo sviluppo professionale nei servizi sociali.”

A conclusione dell’incontro, Marit Maij, relatrice del Fondo Sociale Europeo Plus al Parlamento europeo, ha lanciato un chiaro avvertimento: senza garanzie e vincoli specifici nel bilancio dell’Unione, gli Stati membri potrebbero destinare queste risorse in modo disomogeneo, frammentando i servizi e ampliando le disuguaglianze sociali in Europa.

Marco Espa, Presidente di ABC Italia – Associazione Bambini Cerebrolesi,  membro dello European Social Network, sottolinea:

“Come sostiene Alfonso Lara Montero, non siamo di fronte a una semplice modifica tecnica del bilancio europeo. È in discussione il futuro del principale strumento che negli ultimi vent’anni ha finanziato l’inclusione sociale, i percorsi di vita indipendente delle persone con disabilità, i servizi per l’infanzia, il sostegno alle famiglie, la formazione e l’occupazione. Un’Europa più forte ha bisogno di una dimensione sociale più forte, non più debole.”

Secondo Espa, il rischio maggiore non è soltanto la riduzione delle risorse, ma la perdita di un fondo specificamente dedicato alle politiche sociali:

“Quando le risorse per il sociale non sono più protette da uno strumento dedicato, finiscono inevitabilmente per competere con altre priorità di bilancio. Non è una questione di contrapporre il sociale ad altri investimenti strategici, ma di garantire che l’Europa continui a considerare la coesione sociale come uno dei pilastri della propria competitività e della propria democrazia.”

ABC Italia richiama inoltre quanto avvenuto in Irlanda del Nord dopo la Brexit, dove la sostituzione dei fondi strutturali europei con un fondo nazionale ha determinato una riduzione di circa un terzo delle risorse destinate al sociale, causando la chiusura o il ridimensionamento di numerosi progetti rivolti alle persone con disabilità e alle categorie più vulnerabili.

Per questo motivo, lo European Social Network, con il sostegno unanime delle autorità locali presenti al Parlamento europeo, chiede che il negoziato sul prossimo bilancio dell’Unione mantenga un Fondo Sociale Europeo Plus autonomo e forte, con una quota minima garantita per l’inclusione sociale, il ripristino delle condizioni abilitanti e la tutela della governance multilivello che coinvolge Regioni, Comuni e Terzo Settore.

ABC Italia invierà infine un appello al Governo italiano e agli europarlamentari italiani affinché sostengano questa posizione durante il negoziato sul Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034, preservando uno degli strumenti che più hanno contribuito, negli ultimi decenni, alla costruzione dell’Europa sociale. “Guardiamo con preoccupazione – conclude Marco Espa –  al rischio di depotenziare le riforme delle politiche nazionali per il sostegno alle persone con disabilità, dalla riforma sul Progetto di Vita al sostegno dei Caregiver familiari Italiani”

Ufficio Stampa
ABC Italia – Associazione Bambini Cerebrolesi

 

 

                    Leggi l’articolo “L’Europa vuole tagiare il sociale e l’Italia rischia di perdere l’80% dei fondi dedicati” di Marco Espa –                      Presidente ABC Associazione Bambini Cerebrolesi Italia- su Vita.it